L'idea è di coinvolgere in una nuova società capitali esterni. Casualmente quelli dei famigliari di Donald Trump, sempre più sodale del capo della Fifa dopo l'ulltima edizione organizzata tra Usa, Canada e Messico. Così rischiano di cambiare da subito calendari e numero di squadre qualificate
Un cartello con la scritta «vendesi» incombe sul Mondiale. Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, si appresta a varare una rivoluzione: l’ingresso di capitali privati nell’organo che gestisce il calcio mondiale. L’intenzione sarebbe vendere una parte del valore dei tornei che organizza, tra cui il Mondiale, pari a circa 4,2 miliardi di dollari, sottoforma di società per azioni. Tra i potenziali acquirenti c’è anche la famiglia del presidente americano Donald Trump che, dopo aver influenzato l’ultima edizione, potrebbe accaparrarsi una fetta del più importante torneo calcistico. La notizia, rivelata in esclusiva dal Financial Times, del quotidiano britannico ha costretto Infantino a emettere un comunicato in cui conferma l’anticipazione, spiegando che si tratta di un progetto per «per liberare il potenziale commerciale del calcio». Nessuna delle 211 federazioni che compongono la Fifa sapeva niente e non si è fatta attendere le replica della politica e dell’Uefa: «Il piano della Fifa di vendere una parte del calcio mondiale supera una linea che non può essere attraversata».











