Un passo avanti verso la risoluzione del problema dell’approvvigionamento idrico per alcune utenze a ridosso dell’ex Statale della Cisa a Brescello, dove i pozzi privati potrebbero essere "contaminati" dalle scorie di metalli che sono state depositate in quantità negli anni scorsi, nell’area Dugara, su cui sono in corso indagini giudiziarie.
Due residenti – Nicola Bolzoni e Silvia Villani – hanno chiesto di essere serviti dalla rete idrica pubblica, che ora non arriva alle loro utenze. Ora l’Atersir (l’Agenzia per servizi idrici e rifiuti) ha comunicato ad Arca, gestore del servizio idrico integrato, di predisporre uno studio di fattibilità per l’estensione della rete in via Cisa, corredato del relativo quadro economico, da trasmettere entro il 30 settembre. Solo al termine dello studio di fattibilità sarà possibile valutare se i costi dell’estensione potranno gravare sulla tariffa del Servizio Idrico Integrato, subordinatamente alla documentazione di benefici per gli utenti o di criticità per l’approvvigionamento idropotabile delle abitazioni interessate.
Ad oggi non risultano bandi di finanziamento pertinenti. "Si tratta di un primo riscontro concreto dopo mesi di silenzio delle istituzioni – dicono i due residenti – che apre una fase tecnica cruciale per un’area in cui l’approvvigionamento idrico è affidato a soluzioni private. Altri residenti di zone non ancora servite dalla rete pubblica hanno espresso interesse a seguire lo stesso percorso".











