POZZUOLI (Napoli)Il giorno dopo la paura, ai Campi Flegrei non c’è pace. Solo feriti da medicare, macerie da rimuovere, muri da verificare casa per casa. E una domanda che nessuno ha il coraggio di pronunciare a voce alta: e se la prossima scossa fosse il ‘big one’? Pozzuoli si sveglia sabato 1° agosto con gli occhi ancora spalancati sul buio della notte appena passata. Alle 19:46 di venerdì la terra ha tremato più forte di quanto avesse mai fatto in quarant’anni di bradisismo. Poi lo sciame: oltre 160 scosse, una dietro l’altra, fino all’alba. Chi ha dormito lo ha fatto vestito, con le scarpe accanto al letto, la porta socchiusa e il cuore in gola. Oppure in macchina, in un alloggio di fortuna.

I numeri cominciano a diventare un bollettino di guerra. Venticinque persone soccorse, ventuno curate al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, altre quattro trasferite a Giugliano. Due i codici rossi, nessuno in rianimazione: la sorte, stavolta, ha retto dove la prevenzione ha ceduto.

Al Palatrincone, cento persone hanno passato la notte su brandine di fortuna, con le voci basse e i telefoni sempre in mano, aspettando l’sms dei vigili del fuoco che dica se la loro casa regge ancora o va abbandonata per sempre. Sono centocinquanta i nuclei familiari sfollati, trecento persone, tutte di Pozzuoli. Sono già partite le prime richieste di sistemazione in albergo, mentre in serata è previsto un tavolo con Federalberghi per capire quante camere si possono trovare in fretta, in piena stagione estiva.