La paura non è finita con la scossa. Per centinaia di abitanti dei Campi Flegrei è proseguita durante una notte trascorsa in strada, nelle automobili o nelle aree di accoglienza, lontano dalle case danneggiate e mentre la terra continuava a tremare. A Pozzuoli, epicentro del terremoto di magnitudo 4.7 avvenuto alle 19.46 di venerdì 31 luglio, intere famiglie sono rimaste per ore all’aperto, in attesa delle verifiche sugli edifici e di capire se fosse possibile rientrare.

Il bilancio aggiornato è di 21 feriti, due dei quali ricoverati in codice rosso, e di 22 nuclei familiari sgomberati. La scossa di venerdì sera, la più forte registrata nell’area flegrea negli ultimi quarant’anni, ha provocato cadute di calcinacci, crepe negli edifici, danni agli appartamenti e momenti di panico in diversi quartieri. Non risultano vittime.

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Durante la notte lo sciame sismico è proseguito senza interrompersi. Dopo il terremoto principale, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato in via preliminare almeno 129 eventi. I due più intensi sono avvenuti poco prima delle 6 del mattino: una scossa di magnitudo 3.1 alle 5.47 e una di magnitudo 3 due minuti più tardi. Altri terremoti, di intensità minore, sono stati registrati nel corso della mattinata.