Dopo una notte di paura è il momento di fare la conta dei danni a Pozzuoli, da ventiquattro ore alle prese con uno sciame sismico che ha fatto registrare oltre 170 scosse, a partire da quella delle 19.46 di venerdì, di magnitudo 4.7, la più forte degli ultimi quaranta anni. Ventisei il computo finale dei feriti. In cinque sono ancora in ospedale, di questi due i ricoverati in codice rosso. Nessuno è in pericolo di vita, per loro traumi e fratture. Trecento gli sfollati, un numero destinato a salire nelle prossime ore.
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Come ha spiegato il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano: "L'evento sismico - ha detto - oltre al crollo di alcuni edifici disabitati, ha causato danni alle strutture e al momento si contano circa 300 persone che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni, e non è escluso che possano aumentare". Chi è tornato a casa lo ha fatto non senza qualche timore: anche oggi, infatti, lo sciame sismico è andato avanti - specie la mattina - con tante piccole scosse di cui due all'alba - di magnitudo 3.0 e 3.1 - distintamente avvertite dalla popolazione che non ha chiuso occhio per tutta la notte. "Ci devono dire se dobbiamo restare qui in sicurezza oppure se dobbiamo andare via, ma con una sistemazione definitiva", l'appello degli sfollati. Dalle loro testimonianze emerge la richiesta di indicazioni chiare sul futuro: "Sono due anni che viviamo così, non possiamo continuare". Nonostante la magnitudo di 4,7 sia la più alta registrata dalla metà degli anni '80 "questo terremoto rientra nel quadro relativo alla situazione nell'area dei Campi Flegrei", precisa la direttrice dell'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv, Lucia Pappalardo. La prudenza però resta massima: "Lo sciame sismico è ancora in corso - ha spiegato il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci - e potrebbero quindi verificarsi ulteriori eventi con magnitudo superiore a 3".












