È stata una notte fuori casa per tanti, tantissimi, a Pozzuoli e nella periferia occidentale di Napoli. Hanno scelto di non rimanere nelle proprie abitazioni dopo la scossa di magnitudo 4.7 che nella serata di ieri, venerdì 31 luglio, ha seminato danni e paura nei Campi Flegrei. Il Comune di Napoli e quello di Pozzuoli hanno attivato le aree di accoglienza di via Terracina e del Palatrincone, a cui si sono rivolte decine di famiglie.

Molti invece hanno preferito dormire nelle proprie auto o da familiari e amici. «Impossibile trascorrere la notte in casa dopo il terrore di ieri», racconta Antonio, 70 anni, residente nella zona di Agnano. «La scossa è stata fortissima e interminabile, non riuscivo nemmeno ad aprire la porta dell’appartamento, si era incastrata. Siamo abituati da anni a convivere con il bradisismo, ma non a questi livelli e con questo rischio. C’è davvero da chiedersi quanto possano resistere le nostre case a sollecitazioni di questo tipo», la sua preoccupazione.

È convocata per le 10 di questa mattina una nuova riunione del Centro coordinamento soccorsi, che il prefetto di Napoli Michele di Bari ha radunato ieri subito dopo la violenta scossa di terremoto. I sindaci, le forze dell’ordine, la protezione civile e tutti gli altri soggetti coinvolti nell’emergenza faranno il punto della situazione. Proseguono in queste ore le verifiche strutturali degli edifici: la scorsa notte i Vigili del fuoco hanno proceduto allo sgombero di 18 nuclei familiari in via Sannino e di altri quattro in via San Vitagliano. Il porto di Pozzuoli resterà chiuso e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale sta predisponendo una ordinanza di interdizione delle aree demaniali marittime sottostanti ai costoni rocciosi.