HomeEconomiaIntesa avanza dopo il ritiro di Bpm: "Per Mps faremo tutto il possibile"Lo stop francese spiana la strada a Messina. Siena scioglierà i nodi nel cda di venerdì, gli altri scenari sul tavoloCarlo Messina, 64 anni, amministratore delegato di Intesa SanpaoloRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciLo stop di Banco Bpm al progetto di aggregazione con Mps cambia ancora una volta lo scenario del risiko bancario. La rinuncia di Piazza Meda spiana, almeno sulla carta, la strada all’Opas da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo. Carlo Messina ha ribadito la determinazione di Ca’ de Sass richiamando il "whatever it takes" di Mario Draghi: Intesa intende fare "tutto il possibile per portare a termine" un’operazione che valuta ogni azione Mps 10,091 euro, con un corrispettivo di 1,6 titoli Intesa e un euro.

L’integrazione darebbe vita al secondo gruppo bancario europeo per capitalizzazione, con 2.000 miliardi di attività finanziarie della clientela e un utile netto superiore a 16 miliardi nel 2029. A Siena, tuttavia, la partita non viene considerata chiusa. Le prossime mosse sono ora nelle mani dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che non ha anticipato eventuali contromisure, ma ha assicurato di lavorare "senza sosta per trovare la soluzione migliore". In un’intervista al New York Times ha criticato il rischio di un’eccessiva concentrazione bancaria, che potrebbe penalizzare il credito alle pmi, e ha contestato un’offerta destinata, a suo giudizio, a smantellare la banca più antica del mondo.