Giannangeli

Tra citazioni più o meno esplicite della Christie, di Conan Doyle (e relativi apocrifi di Holmes), ma soprattutto di un Poe che sarà risolutivo ai fini della trama, l’eleganza narrativa di Hans Tuzzi – al secolo Adriano Bon, che ha scelto come pseudonimo un personaggio da ’L’uomo senza qualità’ di Musil – è l’inconfondibile cifra stilistica di ’A lume di candela’, racconto contenuto nel volume intitolato ’La notte, di là dai vetri’ (2019), titolo che accoglie anche due romanzi brevi: una sorta di trilogia con protagonista un personaggio ricorrente, il vicequestore Norberto Melis. Lui e la sua compagna Fiorenza, nei giorni che precedono la Pasqua del 1986, vanno a trovare una coppia di amici, Franco Palazzi e Letizia Manni, proprietari di una villa nascosta tra gli alberi e a strapiombo sul mare della Liguria, nella cui torre saracena, punto di avvistamento al quale negli anni Trenta si era aggiunta appunto la costruzione a un piano, cinquant’anni prima era accaduto qualcosa di strano, indicibile. Qualcosa la cui presenza si avverte ancora oggi, di notte, salendo lassù. La pista è fredda, quasi congelata, eppure la potenza della logica e l’aiuto della letteratura poliziesca di qualità aiuteranno Melis a raggiungere una (potenziale) soluzione.