Un articolo del Wall Street Journal del 20 luglio dà conto dell’allarme lanciato dalle AI Big Tech (Anthropic e Open AI), spaventate dalla diffusione di modelli cinesi economici e più che efficienti, asseritamente realizzati utilizzando come base quelli americani. La preoccupazione espressa da queste aziende riguarda, in particolare, la creazione di un ambiente distopico basato sull’IA cinese e rischi inaccettabili per la sicurezza. Da qui, la richiesta di un intervento normativo per fermare la crescente adozione di tecnologie concorrenti da parte di imprese americane.

Il rispetto della legge invocato a senso unico

Sgombriamo il campo dall’ipocrisia delle accuse di “violazione della proprietà intellettuale” e abuso dei termini e condizioni per l’uso dei modelli USA da parte delle aziende cinesi. In proposito, è appena il caso di ricordare che Anthropic ha utilizzato illecitamente un’enorme quantità di opere protette dal diritto d’autore per addestrare i propri modelli, tanto da avere accettato, con un accordo giudiziale, di pagare un risarcimento di un miliardo e mezzo di dollari ai titolari dei diritti. Anche i modelli di OpenAI hanno qualche criticità giuridica visto che sono basati sullo scraping indiscriminato di contenuti online che, pur essendo consultabili senza corrispettivo, non necessariamente possono essere riutilizzati a scopo commerciale.