Anthropic e Nvidia hanno scelto lo stesso giorno, ieri, per chiarire due posizioni sul fronte più caldo del momento. La contesa tra modelli open e closed AI. Da un lato Anthropic, con una presa di posizione firmata dal ceo Dario Amodei, ha dichiarato di non sostenere un divieto generale dei modelli con pesi aperti.Dall’altro Nvidia ha annunciato la Open Secure AI Alliance, coalizione industriale nata per sviluppare strumenti aperti di sicurezza e difesa AI.Nei giorni scorsi era emerso che OpenAI e Anthropic stavano premendo sul Governo Usa per norme che limitassero l’uso modelli open cinesi, per motivi di sicurezza, mentre un blocco di soggetti (Nvidia, Microsoft, OpenAI, Elon Musk e altri) hanno firmato una lettera a favore dei modelli open, giudicati necessari per tutelare concorrenza e innovazione.Lo scontro però ora diventa più sofisticato. La frattura tra big tech Usa sui modelli AI aperti non è più una scelta binaria, “open o closed”. Il terreno reale è il controllo della filiera: chip, capacità di distillazione, sicurezza cyber, policy industriale americana, competizione con la Cina e autonomia tecnologica dei clienti.Indice degli argomenti:
Modelli AI open weight, la posizione di AnthropicNvidia e l’alleanza per la sicurezza AI apertaLa policy Usa-Cina entra nel procurement AIPerché il tema riguarda la sovranità digitale europeaModelli aperti o chiusi, cosa cambia per aziende e CioModelli AI open weight, la posizione di AnthropicCerchiamo di capire bene. La nota di Anthropic non archivia i rischi dei modelli open weight. Li sposta su tre piani più precisi. Amodei sostiene che i modelli con pesi aperti privi di capacità pericolose siano un bene pubblico, perché possono essere eseguiti, adattati e usati da imprese, sviluppatori e ricercatori con costi legati soprattutto alla capacità di calcolo necessaria.La società però distingue tra accesso ai modelli e rischio geopolitico. Secondo Anthropic, un divieto di uso dei modelli open weight da parte delle aziende americane non colpirebbe gli attori malevoli, che difficilmente operano come clienti ordinari soggetti alla legge statunitense. Le misure indicate sono altre: limitare la vendita di chip potenti e macchinari per produrli alla Cina, contrastare operazioni industriali di distillazione e imporre test di sicurezza ai modelli sufficientemente capaci, aperti o chiusi.La distillazione diventa così uno snodo industriale e giuridico. La tecnica è usata per trasferire capacità da un modello a un altro, spesso riducendo il bisogno di calcolo. Nella lettura di Anthropic, su scala industriale può permettere a operatori cinesi di avvicinarsi più rapidamente alla frontiera americana aggirando in parte i vincoli sui chip. La società non chiede un bando degli open weight, ma interventi mirati contro pratiche che considera estrazione impropria di valore da modelli chiusi.Nvidia e l’alleanza per la sicurezza AI apertaLa risposta di Nvidia parte dal lato opposto della catena del valore. La Open Secure AI Alliance sostiene che i difensori cyber abbiano bisogno di modelli, harness e strumenti aperti, ispezionabili e adattabili. L’iniziativa riunisce attori di cloud, cybersecurity, software enterprise, open source e ricerca, tra cui Cisco, Cloudflare, CrowdStrike, Databricks, Dell Technologies, Hugging Face, IBM, Microsoft, Palantir, Red Hat, SAP, Salesforce, ServiceNow e Siemens.Nvidia argomenta che la sicurezza degli agenti AI dipende dall’intero stack: identità, permessi, isolamento, logging, valutazioni, formati sicuri dei modelli, strumenti di scansione e workflow di sviluppo sicuro. In questa visione, l’apertura non coincide con assenza di controlli. Serve a rendere verificabili i controlli da parte di più soggetti, in contesti in cui un singolo provider chiuso può diventare un collo di bottiglia operativo.Tutti hanno chiaro in mente l’incidente Hugging Face, ricostruito anche da OpenAI qualche giorno fa. Hugging Face ha riferito di un’intrusione guidata da un sistema autonomo di agenti AI e di aver analizzato oltre 17mila eventi con un modello open weight, GLM 5.2, eseguito sulla propria infrastruttura, dopo che modelli accessibili via api commerciali avevano bloccato parti dell’analisi forense per via dei guardrail. OpenAI ha attribuito l’incidente a modelli propri in valutazione interna, con rifiuti cyber ridotti per misurare capacità avanzate.Durante un incidente, i dati dell’attacco, i payload e le credenziali compromesse non sempre possono uscire dall’ambiente aziendale né essere filtrati da policy pensate per l’uso generale. La difesa AI richiede modelli controllabili, procedure di accesso verificato e ambienti locali o sovrani quando il contesto lo impone.La policy Usa-Cina entra nel procurement AILa lettera Open Weights and American AI Leadership, pubblicata il 24 luglio 2026 e firmata da un’ampia lista di aziende e organizzazioni, descrive i modelli open weight come infrastruttura per accesso, concorrenza, sicurezza e controllo dei clienti. Tra i firmatari compaiono Amazon, AMD, Cisco, Cloudflare, Cohere, CrowdStrike, Databricks, Dell Technologies, GitHub, Google, Hugging Face, IBM, Intel, Meta, Microsoft, Mistral, Nvidia, OpenAI, Palantir, Red Hat, SAP, ServiceNow, Siemens, The Linux Foundation, Y Combinator e Zoom.Il quadro americano però resta segnato dalla competizione con Pechino. Il piano della Casa Bianca America’s AI Action Plan, pubblicato nel luglio 2025, insiste sull’enforcement dei controlli all’export per il calcolo AI avanzato, con verifiche di localizzazione sui chip, monitoraggio del rischio di diversione e misure sui sottosistemi per la produzione di semiconduttori. Il Bureau of Industry and Security del Dipartimento del Commercio ha inoltre annunciato nel 2025 la revoca dell’AI Diffusion Rule dell’amministrazione Biden, insieme a nuove iniziative sui controlli relativi ai chip.Il risultato per le imprese è una nuova variabile di rischio nel procurement. Scegliere un modello open weight cinese, americano o europeo non significa soltanto valutare costo, performance e licenza. Significa interrogarsi su provenienza dei pesi, condizioni d’uso, rischi di sanzioni, tracciabilità della distillazione, aggiornabilità dei controlli, capacità di audit e continuità di accesso in caso di restrizioni geopolitiche.Perché il tema riguarda la sovranità digitale europeaL’Europa entra nella discussione con strumenti diversi da quelli americani. L’AI Act non vieta i modelli open source, ma costruisce un regime di obblighi per i modelli di uso generale. Le linee guida della Commissione europea sui provider di modelli GPAI chiariscono che gli obblighi per i provider si applicano dal 2 agosto 2025, mentre i poteri sanzionatori della Commissione entrano in applicazione dal 2 agosto 2026. Le stesse linee guida indicano esenzioni per l’open source in alcune condizioni, senza cancellare gli obblighi per i modelli più avanzati con rischio sistemico.Il GPAI Code of Practice, pubblicato dalla Commissione il 10 luglio 2025, copre trasparenza, copyright, safety e security. Tra i firmatari figurano anche Anthropic, Google, Microsoft, Mistral AI, OpenAI, IBM, Aleph Alpha, Almawave, Domyn e Fastweb. È un dettaglio rilevante: in Europa la competizione tra aperto e chiuso si innesta su un quadro regolatorio che prova a rendere comparabili responsabilità, documentazione e gestione dei rischi lungo l’intero ciclo di vita del modello.Resta il nodo dell’infrastruttura. Le AI Factories europee, basate sulla capacità di supercalcolo di EuroHPC, sono pensate per mettere insieme calcolo, dati e competenze a beneficio di startup, Pmi, industria, ricerca e pubbliche amministrazioni. La Commissione indica 19 AI Factories e 13 Antennas operative, almeno nove nuovi supercomputer AI da acquisire e un fondo InvestAI da 20 miliardi di euro per creare fino a cinque AI Gigafactories.La sovranità digitale europea dipenderà dalla capacità di trasformare questa infrastruttura in alternative industriali usabili: modelli addestrati o raffinati in Europa, dataset governati secondo regole europee, strumenti di valutazione indipendenti, ambienti di inferenza controllabili e competenze cyber diffuse. Senza questo passaggio, l’Europa rischia di scegliere tra modelli aperti governati altrove e modelli chiusi acquistati come servizio da fornitori extraeuropei.Modelli aperti o chiusi, cosa cambia per aziende e CioPer le organizzazioni, il criterio “open contro closed” è troppo povero. Un modello chiuso può offrire guardrail, monitoraggio e responsabilità contrattuale, ma può limitare ispezionabilità, portabilità e uso in scenari di risposta agli incidenti. Un modello open weight può ridurre lock-in e favorire personalizzazione, ma richiede capacità interne di sicurezza, aggiornamento, valutazione, controllo degli accessi e gestione del rischio di uso improprio.Nel procurement AI servono domande più granulari. Dove girano i pesi? Chi controlla l’inferenza? Quali dati escono dall’organizzazione? Il modello è stato distillato da quali fonti? Esistono report di valutazione su cyber, biosecurity e comportamenti agentici? Il fornitore può revocare o modificare unilateralmente l’accesso? L’azienda dispone di un piano per usare modelli locali in incident response senza inviare log, exploit e credenziali a terzi?La stessa architettura applicativa cambia. Gli agenti AI non sono soltanto modelli linguistici, ma sistemi composti da modelli, strumenti, permessi, memoria, identità e log. La governance deve quindi coprire l’intero stack: policy di accesso, segregazione degli ambienti, registrazione delle azioni, controlli sui tool, test red team, valutazioni prima del rilascio, playbook cyber e procedure di ritiro o sostituzione.La partita dei modelli AI open weight entra così nel cuore della trasformazione digitale. Le imprese europee hanno interesse a mantenere accesso a modelli aperti, perché riducono dipendenza e consentono adattamento locale. Hanno però lo stesso interesse a pretendere prove di sicurezza, tracciabilità della filiera e regole contro l’estrazione illegittima di capacità dai modelli chiusi.La scelta matura sarà ibrida: modelli chiusi per alcune funzioni, open weight controllati per altre, infrastrutture europee dove dati, compliance e continuità operativa lo richiedono.











