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Il mondo dell'AI è in subbuglio. Tutto nasce dalla lettera pubblicata su X dal numero uno di Nvidia, Jensen Huang, che ha esortato le aziende americane ad adottare modelli open source di intelligenza artificiale, che nel caso dell'AI vengono definiti a pesi aperti (open weight), per evitare che gli Stati Uniti perdano la leadership tecnologica a scapito della Cina. Cina che, come al solito, si avvantaggia della sua capacità di offrire prodotti a costi notevolmente più bassi rispetto a quelli americani. Per fare un esempio: Kimi K3 di Moonshot AI offre prestazioni vicine o superiori a GPT-5.6 di OpenAI o Claude Fable/Opus di Anthropic su alcuni test, ma prezzato intorno a 3 dollari input / 15 dollari output per milione di token. Mentre Claude Fable 5 arriva a 10 dollari input/50 dollari output e i modelli top di OpenAI sono generalmente più cari.
Sarà per questo che l'amministrazione Trump sta valutando un blocco o comunque forti restrizioni ai modelli open weight cinesi, la solita politica protezionistica giustificata da motivi di sicurezza nazionale?
A complicare la situazione sono poi emersi due incidenti che hanno avuto come protagonisti i due colossi dell'AI, Open AI e Anthropic, i cui agenti AI autonomi hanno hackerato delle aziende esterne.














