di
Sergio Donato
Oltre 70 aziende tech hanno scritto a Washington per difendere i modelli scaricabili proprio mentre l'amministrazione minaccia di bandire quelli cinesi. Ma un attacco cyber autonomo ha già mostrato perché anche i difensori americani finiscono per affidarsi ai pesi aperti di Pechino
Tre giorni fa una lettera intitolata "Open Weights and American AI Leadership" (Pesi aperti e la leadership Americana nell’IA) ha iniziato a circolare a Washington con 25 firme in calce. Nel giro di ventiquattro ore erano diventate 50, con Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, tra i primi firmatari, che ha addirittura usato per condividerla il primo post della sua vita su X.
Il documento, non molto lungo, chiede a Washington poche cose precise. Non imporre restrizioni preventive e generalizzate sui modelli scaricabili; allargare l'accesso al calcolo per startup e ricercatori; investire in dataset e strumenti di valutazione condivisi; e colpire in modo mirato solo il furto di proprietà intellettuale e gli abusi dimostrati, senza sanzioni ad ampio raggio.













