«Non è cambiato un progetto. È cambiata l’idea di città». È racchiusa in questa frase la critica più dura rivolta dall’ex sindaco Carlo Salvemini al nuovo hub dell’intermodalità del Foro Boario, approvato giovedì dal Consiglio comunale con il voto contrario dell’opposizione. Un’opera da 29 milioni di euro che, secondo l’ex primo cittadino, nasceva con un’impostazione completamente diversa rispetto a quella approdata in aula dopo la revisione voluta dall’amministrazione guidata da Adriana Poli Bortone. Le polemiche continuano e alcuni residenti sono pronti a combattere anche in tribunale.
Salvemini ricorda che l’hub fu inserito nel Contratto istituzionale di sviluppo sottoscritto nel 2022 come uno degli investimenti strategici destinati a ridisegnare l’accesso alla città. L’obiettivo, sostiene, non era realizzare semplicemente un parcheggio, ma trasformare il Foro Boario in una nuova centralità urbana, spostando la sosta in una struttura interrata per lasciare in superficie una grande piazza pubblica, capace di ricucire gli spazi e valorizzare uno degli ingressi principali di Lecce.
Quella visione, secondo l’ex sindaco, è stata completamente accantonata. Al suo posto è arrivato un parcheggio multipiano fuori terra, alto tre livelli, che avrà un impatto rilevante sul paesaggio urbano. «L’unica domanda a cui si è cercato di rispondere - sostiene Salvemini - è stata cosa si potesse realizzare con le risorse disponibili», sacrificando così la qualità architettonica e urbanistica del progetto originario.









