Le indiscrezioni della vigilia trovano piena conferma: il maxi parcheggio dell’ex Foro Boario non sarà più sotterraneo ma sorgerà fuori terra, su tre piani, con una struttura sopraelevata che diventa il fulcro del nuovo hub dell’intermodalità. La giunta guidata da Adriana Poli Bortone ha deliberato venerdì l’aggiornamento del Documento di indirizzo alla progettazione, segnando un cambio di rotta netto rispetto all’impostazione della precedente amministrazione.

La scelta nasce da una comparazione tecnica ed economica tra tre ipotesi progettuali: parcheggio interrato su tre livelli, su due livelli e soluzione fuori terra. I numeri, messi nero su bianco nella delibera, non lasciano spazio a interpretazioni. La soluzione sotterranea più completa avrebbe portato il costo dei lavori a oltre 31 milioni di euro, con un aumento di circa 8,5 milioni rispetto al tetto previsto. Anche l’ipotesi ridotta a due livelli interrati sarebbe rimasta fuori scala, superando comunque il quadro economico di riferimento.

Alla base della bocciatura del progetto ipogeo non c’è solo una questione di conti. Il documento evidenzia criticità strutturali legate alle condizioni geologiche dell’area: scavare fino a oltre 12 metri di profondità avrebbe significato intervenire in roccia, con circa 80mila metri cubi di materiale da movimentare. Un’operazione complessa, costosa e ad alto impatto ambientale, che avrebbe comportato traffico pesante continuo, polveri e disagi in una zona già fortemente urbanizzata.