Ventidue Paesi Ue, tra cui l’Italia che l’ha promossa insieme alla Danimarca, hanno scritto una lettera per chiedere con urgenza una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dopo quanto accaduto a Ceuta per una “risposta coordinata”, ipotizzando anche la possibilità di arrivare la “reintroduzione temporanea” dei controlli alle frontiere interne. Una mossa che ha troato l’apertura della presidente della Commissione Ue, Urusla von der Leyen, ma che è destinata a inasprire ulteriormente le tensioni con la Spagna che si era già mossa inviando a sua volta una missiva alle istituzioni europee con la stessa richiesta, ma muovendo da punti diversi e, soprattutto, esprimendo “preoccupazione” per la “reazione” di “alcuni governi”, a iniziare da quello italiano che ha sospeso per un mese il trattato di Schengen e da Austria e Danimarca, pronte a seguire la mossa di Giorgia Meloni.

Per i 22 firmatari – tra cui i quali c’è la Germania, ma manca la Francia – è necessaria rapidamente una “valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata”. In particolare, si suggerisce che i ministri degli Interni “dovrebbero” esaminare “un rafforzamento del sostegno di Frontex e valutare l’efficacia della cooperazione dell’Unione europea con il Marocco”. Nella missiva, da un lato, si prende “atto che non sono stati registrati movimenti secondari irregolari verso altri Paesi europei” ma dall’altro viene ribadita la “disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice Frontiere Schengen, per tutelare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne, ove necessario”.