Il premier spagnolo ha inviato una lettera all'Ue per chiedere una riunione urgente dei ministri degli Interni e ha definito "piuttosto asimmetrica" la reazione dei Ventisette sulla crisi migratoria. Anche Italia e Danimarca hanno promosso una missiva ai vertici di Bruxelles, firmata da 22 Paesi, in cui si suggerisce di "esaminare un rafforzamento del sostegno di Frontex e valutare l'efficacia della cooperazione dell'Unione europea con il Marocco"
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Sembra essere rientrata la situazione migranti a Ceuta, dove rimangono 2mila persone delle circa 50mila arrivate negli scorsi giorni dal Marocco. "In meno di 48 ore, si sta raggiungendo la normalità" e "chi è entrato in maniera irregolare non ha alcuna opzione di regolarizzazione", ha detto il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, in conferenza stampa. Non diminuisce invece la tensione fra Roma e Madrid dopo la decisione dell’Italia di sospendere l'accordo di Schengen con la Spagna. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per esprimere "seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato" rispetto ala crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, visionata dall'Ansa, Sánchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per "stabilire una risposta comune" e "riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell'Unione". Contemporaneamente, anche Italia e Danimarca hanno promosso una lettera - firmata da 22 Paesi tra cui non compaiono tra gli altri Spagna e Francia - in cui si chiede alla presidenza irlandese la "convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno" per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una "risposta europea coordinata".










