In una lettera inviata ai vertici delle istituzioni europee e alla presidenza irlandese dell'Ue, 22 capi di Stato e di Governo, con in testa l'italiana Giorgia Meloni e la danese Mette Frederiksen, hanno chiesto una riunione urgente in videoconferenza dei ministri dell'Interno dell'Unione, che "dovrebbe consentire una valutazione comune della situazione e un accordo su una risposta europea coordinata, compresa la rapida mobilitazione degli strumenti UE disponibili e il necessario sostegno alla Spagna per ripristinare un controllo effettivo della frontiera esterna dell'Unione e prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati". I ministri, scrivono i 22 leader, "dovrebbero in particolare valutare un maggiore sostegno da parte di Frontex e l'efficacia della cooperazione dell'UE con il Marocco" e, pur prendendo atto "che non sono stati registrati movimenti non autorizzati verso l'Europa", dovrebbero avanzare la disponibilità degli Stati membri "ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell'Unione e al Codice delle frontiere Schengen, per salvaguardare l'ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti da movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione di controlli temporanei alle frontiere interne".La lettera non è firmata dal premier spagnolo Pedro Sanchez, che però a sua volta ha inviato una sua missiva a Ursula Von der Leyen e Antonio Costa per chiedere una riunione dei ministri degli Interni che abbia obiettivi diversi da quelli indicati dai suoi 22 colleghi: per Sanchez, l'incontro dovrebbe rispondere alla sua "seria preoccupazione" per la "recente reazione" di "alcuni governi europei" alle notizie arrivate da Ceuta. Nel testo, che cita anche Lampedusa, viene definita "asimmetrica" la risposta degli altri Stati membri e il premier critica chi ha scelto di "attaccare la Spagna" e di "chiederne l'esclusione temporanea dall'area Schengen". Una scelta, secondo il premier spagnolo, dettata da "pregiudizi, fake news, ignoranza o interessi politici". Anche il premier spagnolo sollecita dunque la presidenza irlandese del Consiglio a convocare con urgenza una riunione straordinaria in videoconferenza dei ministri dell'Interno per "stabilire una risposta comune a situazioni di questa natura" e "ribadire che la sicurezza delle nostre frontiere esterne è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri".Chiari i riferimenti di Sanchez all'Italia e alle destre europee, a conferma di un forte scontro politico-diplomatico. Con la lettera inviata insieme a 21 colleghi, però, Meloni ha voluto mostrare di non essere isolata in Europa. In calce al documento dei 22 c'è anche la firma del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Non c'è invece la firma del presidente francese Emmanuel Macron. Ma la premier sui social rivendica la missiva come un successo personale: "Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina - scrive sui social -. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa".Ma attenzione. La lettera con prima firma Meloni-Frederiksen non è però in realtà pienamente aderente alle posizioni italiane e non fa esplicito riferimento alla sospensione di Schengen. "Scriviamo - è l'incipit dei 22 leader, molto meloniano - per esprimere la nostra seria preoccupazione in merito ai recenti sviluppi al confine esterno dell'Unione europea a Ceuta. Siamo determinati a impedire che i trafficanti mettano a repentaglio l'integrità delle frontiere esterne dell'Unione. Riconosciamo - si prosegue - che la recente sentenza della Corte Suprema spagnola è stata strumentalizzata per innescare questo attacco e abusare del nostro sistema di immigrazione e asilo. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di scoraggiare efficacemente e combattere senza sosta l'immigrazione clandestina, coordinando le nostre azioni, rafforzando le nostre frontiere esterne e affrontando tutte le politiche che possono fungere da fattori di attrazione, come la regolarizzazione di un numero molto elevato di migranti irregolari. Non possiamo permettere che attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride creino la percezione che l'ingresso illegale nell'Unione europea sia possibile, o che l'ingresso illegale di un migrante possa trasformarsi in un soggiorno legale. Una simile percezione incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica migratoria comune e avrebbe ripercussioni per tutti gli Stati membri. La situazione attuale sottolinea inoltre l'importanza della Dichiarazione di Chișinău sulla migrazione e la necessità di una sua rapida ed efficace attuazione".Poi inizia una parte della lettera più mitigata: "Gli eventi degli ultimi giorni richiedono una risposta europea immediata e coordinata. Accogliamo con favore la stretta collaborazione tra Spagna e Marocco per garantire il rapido rimpatrio dei migranti entrati illegalmente e il fatto che un gran numero di essi sia già stato rimpatriato. Prevediamo che, con il sostegno dell'Unione europea, la situazione attuale sarà pienamente sotto controllo". Dunque la richiesta di una videoconferenza dei ministri dell'Interno, che fa riferimento, tra i vari strumenti, "anche" al "rafforzamento o la reintroduzione di controlli temporanei alle frontiere interne". Tenendo comunque presente - ed è questa la parte meno meloniana della lettera - "che non sono stati registrati movimenti non autorizzati verso l'Europa". "Il Consiglio europeo - si conclude - ha costantemente sottolineato che la protezione delle frontiere esterne dell'Unione, la prevenzione della migrazione illegale e dei movimenti secondari, nonché la garanzia della solidarietà con gli Stati membri in prima linea o sottoposti a particolare pressione, sono responsabilità europee condivise. La situazione attuale richiede unità, determinazione e urgenza".
Dopo Ceuta è battaglia di lettere tra Sanchez e Meloni per "orientare" l'Ue su migranti e frontiere
La premier e 21 leader (con Merz, ma senza Macron) chiedono una riunione urgente dei ministri dell'Interno, anche valutando "controlli temporanei alle frontiere". Anche il premier spagnolo chiede un vertice dei ministri ma per far valere "il principio di solidarietà"











