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Il governo italiano ha deciso di ripristinare per un mese a partire dal 1° agosto i controlli di frontiera con la Spagna, a seguito della crisi migratoria a Ceuta: dal momento che i due paesi non confinano direttamente, concretamente vuol dire che saranno controllati i documenti dei passeggeri sulle navi e sugli aerei provenienti dalla Spagna. È quella che dai giornali è stata definita una «sospensione del trattato di Schengen» sulla libera circolazione delle persone nell’Unione Europea, anche se si tratta in realtà di una possibilità prevista dal trattato stesso, che consente di ripristinare i controlli di frontiera «in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna».
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in serata ha specificato che la misura farà attenzione «a limitare qualsiasi impatto» sui flussi di turisti, e fonti del governo sentite dal giornale spagnolo El País hanno detto che i controlli riguarderanno solo i cittadini non europei.
L’annuncio aveva causato un incidente diplomatico con la Spagna, che aveva criticato la decisione e convocato l’ambasciatore italiano a Madrid. Venerdì sera, dopo la decisione dell’Italia, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha scritto che non è possibile passare liberamente da Ceuta al resto del territorio spagnolo senza un controllo di polizia, e si è lamentato di quella che lui ha definito «confusione interessata», senza nominare direttamente l’Italia.













