All’indomani dell’allarme dei sindacati sulla cessione del ramo d’azienda di Jesi alla Patom srl – con il passaggio di 26 dipendenti a una realtà di appena 7 addetti –, arrivano le rassicurazioni di Edison Next Recology: "L’operazione di cessione del ramo d’azienda dedicata al settore spurghi, pulizie, trasporto e smaltimento rifiuti nel settore industriale, alla PaTom Srl, società del territorio impegnata ad ampliare il perimetro e portafoglio del proprio business. Tutti i dipendenti conserveranno il proprio impiego e verranno integralmente assorbiti da PaTom". E non ci sarebbe disimpegno nel territorio. "La nostra strategia – aggiungono - rimane comunque focalizzata sui business dell’economia circolare e sul progetto dell’impianto end of waste nel Comune di Jesi, attualmente in fase di contenzioso al Tar (prima udienza 21 ottobre, ndr), per il quale rimangono tutti i presupposti e del cui valore la società non dubita". Le rassicurazioni non placano le polemiche. Massimo Gianangeli, presidente del Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina rimarca: "La notizia del disimpegno non chiude la vicenda. La politica avrebbe dovuto guidare il confronto fin dal 2023 coinvolgendo la città, evitando la lacerazione e l’incertezza occupazionale. Anche i sindacati avrebbero dovuto evidenziare che legare i posti di lavoro a un progetto così impattante esponeva i lavoratori a un rischio enorme". A preoccupare anche i ricorsi aperti: "Ci sono il rischio che l’iter autorizzativo riparta e quello di pesanti richieste risarcitorie a danno della collettività".