L’ipotesi di un disimpegno di Edison dal territorio jesino riaccende lo scontro politico. A sollevare il tema è la lista civica Jesiamo, alla luce delle notizie rese note dai sindacati sulla ricollocazione dei lavoratori del sito di via dell’Industria – destinato al controverso impianto di trattamento rifiuti – e sulla cessione del ramo d’azienda (26 dipendenti) alla Patom che oggi ne ha sette di lavoratori.
"Se la scelta fosse la conseguenza della forte opposizione cittadina – attacca il gruppo di minoranza –, ci si dovrebbe chiedere chi abbia ingenerato in Edison la convinzione che un progetto così impattante e complesso potesse essere realizzato qui". Jesiamo punta il dito contro il "silenzio del sindaco Lorenzo Fiordelmondo e della maggioranza guidata da Pd e Jesi in Comune" sul nuovo impianto di trattamento rifiuti pericolosi e non da realizzare alla Zipa proprio dove si trova l’attività che Edison ha deciso di cedere dal 1 settembre.
Un quadro interpretato da JesiAmo come un possibile ridimensionamento delle intenzioni del gruppo energetico, in attesa degli sviluppi giudiziari: "Si tratta di un passo indietro della multinazionale? L’esito del procedimento al Tar Marche, atteso a ottobre, chiarirà risposte, eventuali costi (si temono maxi risarcimenti, ndr) e responsabilità".







