Il progetto di restyling del Viale della Vittoria a Jesi continua ad alimentare una profonda bufera politica. A far scoccare la nuova scintilla è la diffida presentata dalla Fondazione Inarcassa contro il Comune, che ha giudicato non congrui i compensi per i professionisti previsti nel bando di progettazione. Una novità che ha spinto le opposizioni all’affondo. La lista civica JesiAmo chiede la testa della giunta: "Con la diffida da parte della cassa ingegneri e architetti verso il Comune di Jesi ritenendo non congrui i compensi a professionisti previsti nel bando per la progettazione del nuovo Viale della Vittoria, attendiamo le dimissioni dell’assessora Melappioni". Per i civici la vicenda si somma ai "ritardi dei cantieri Pnrr di San Martino e Cascamificio, all’incompiuta risalita di Palazzo Battaglia e al silenzio sul caso Edison", in un contesto dove "l’unica certezza sono i soldi pubblici spesi". "Fare finta di nulla sarebbe l’ennesima connotazione di uno spessore politico amministrativo sempre più labile" concludono. A metterci il carico è la lista Per Jesi dopo l’assemblea con i commercianti, definita una "partecipazione fittizia e divisiva, che nasconde solo un atteggiamento sordo e respingente". Secondo la civica, l’Amministrazione "non ha fornito risposte chiare" mostrando "contraddizioni anche sui tagli degli alberi (passati da "nessuno" a "non tutti"), specchio di spaccature interne alla maggioranza". Non si è fatta attendere la replica dell’Amministrazione comunale: "Di fronte all’ennesima ed inutile strumentalizzazione di chi non ha argomenti politici seri su cui confrontarsi, si chiarisce che, con la diffida presentata in ordine alla gara europea sulla riqualificazione di Viale della Vittoria, la Fondazione Inarcassa in realtà pretende che vengano riconosciute, nei compensi da attribuire ai professionisti che riceveranno l’incarico, anche prestazioni non richieste perché eseguite direttamente dai tecnici interni del Comune". La Giunta difende i dipendenti pubblici: "Dal punto di vista strettamente tecnico, non spetta alla politica né al sindaco, né ad alcun assessore la redazione del quadro dei compensi nel bando tecnico predisposto dai nostri uffici. Ci dispiace constatare che Jesiamo possa provare soddisfazione nel far spendere più soldi pubblici al nostro Comune, pretendendo che vengano esternate anche attività che possono essere invece svolte perfettamente negli uffici comunali".