Sono diverse le grandi compagnie petrolifere che valutano con interesse l’area lungo la costa africana che si affaccia sull’Atlantico, e in particolare il Marocco, considerando le grandi potenzialità in termini di risorse energetiche del Paese. Il Maghreb-Europe Gas Pipeline (Meg, noto anche come il gasdotto Pedro Duran Farell) è un gasdotto di gas naturale operativo dal 1996. Con una capacità di 12 miliardi di metri cubi, collega il giacimento Hassi R’mel, in Algeria, attraverso il Marocco con Cordoba in Andalusia, in Spagna, dove il gas viene successivamente diramato in reti sia spagnole e che portoghesi

Con l’aumento delle tensioni attorno al Sahara Occidentale, da qualche anno l’Algeria sta provando a implementare i propri canali di approvvigionamento diretto verso la Spagna attraverso il suo gasdotto sottomarino Medgaz, con una capacità annua di 8 miliardi di metri cubi e che non transita per il territorio marocchino.

Nell’agosto 2022 Algeri ha ventilato la possibilità di porre fine alle esportazioni di gas naturale verso il Marocco di 1 miliardo di metri cubi, che Rabat utilizza per produrre circa il 10% dell’elettricità del Regno. Per evitare il passaggio attraverso il Marocco, il governo algerino potrebbe inoltre optare per l’utilizzo di navi per il trasporto di gas naturale liquefatto (Gnl) – ricavato dai propri impianti di liquefazione o tramite scambi di gasdotti – da far arrivare alla Spagna. In questo modo, però, Sonatrach, la compagnia di Stato energetica algerina, dovrà noleggiare più navi facendo lievitare ulteriormente i prezzi del Gnl a causa delle tariffe di spedizione più che raddoppiate a livello medio globale con l’inizio del conflitto in Ucraina.