Possedere adeguate competenze economiche e finanziarie rappresenta sempre più una necessità per i giovani, sia per gestire le esigenze correnti che per fare le mosse giuste anche in prospettiva pensionistica.La strada è però ancora lunga.

In base all'ultima Indagine campionaria della Banca d'Italia sull'alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale dei giovani, alle domande sui principali concetti economici (inflazione, tasso di interesse e diversificazione del rischio) risponde correttamente solo il 35%.

Guardando ai comportamenti, le nuove generazioni sono attente alla sostenibilità delle spese (l'89,3%) e al rispetto delle scadenze di pagamento (il 76,8%) ma hanno una bassa attitudine a pianificare il futuro (il 48,4%); vi è poi una scarsa propensione a investire in fondi pensione a causa dei rischi di perdite (solo il 47,3%).Più dell'80% dei giovani intervistati si tiene aggiornato sui temi economici e finanziari attraverso i social media (34%), la televisione (32%), siti web o riviste specializzate (24%).

Tra i soggetti che sarebbero maggiormente in grado di soddisfare la propria esigenza di educazione finanziaria vengono indicati tra gli altri scuola e università (il 12,8%) e la famiglia (15,2%).Per la scuola la Legge Capitali ha previsto l'inserimento dell'educazione finanziaria nei programmi dall'anno 2024/2025.