L’articolo di Donato Masciandaro («Chi aiuterà a individuare i pifferai dell’educazione finanziaria») presenta molti spunti di riflessione pienamente condivisibili, a partire dall’affermazione di principio secondo cui il risparmio degli italiani debba essere allocato al meglio, nell’interesse non solo dei singoli cittadini ma dell’intero Paese. In un contesto in cui la complessità dell’ecosistema finanziario cresce in parallelo con la velocità del cambiamento tecnologico, l’educazione finanziaria non è un’opzione, ma una necessità civile.
Apprezzo in particolare l’idea che esistano, oggi più che mai, “le educazioni finanziarie”: declinazioni diverse, aggiornabili e inclusive, per cittadini con bisogni e livelli di consapevolezza differenti.






