Lentamente migliora. Ma il livello di educazione finanziaria degli italiani è ancora decisamente sotto la media dei paesi industrializzati e in ogni caso non adeguato al ruolo che il nostro paese svolge a livello economico nella scena internazionale. Lo rilevano i dati dell’Ocse, che in ripetute indagini internazionali monitora il livello di conoscenza, competenza e abilità dei risparmiatori in materia di risparmio, permettendo di fare benchmarking tra i di versi Paesi. Com’è noto, all’aumento dell’alfabetizzazione finanziaria dei cittadini corrisponde non solo una superiore di capacità di risparmio ma anche una migliore predisposizione alla pianificazione finanziaria e pensionistica, con conseguenze rilevanti per il benessere collettivo, oltre che individuale.

La percentuale di cittadini italiani che hanno mostrato nei test un livello di alfabetizzazione finanziaria considerato sufficiente dall’Ocse nella sua ultima rilevazione si è attestato al 44,3%, mentre un’indagine precedente, la Standard & Poor’s Ratings Services Global Financial Literacy Survey (Global Finlit Survey), mostra che solo il 37% degli italiani comprende correttamente i concetti finanziari di base, ossia inflazione, diversificazione e comprensione della differenza tra rendimenti semplici e composti. L’Italia si posiziona così in coda alla classifica dei paesi industrializzati e all’interno dell’Unione Europea, sopravanzata nelle classifiche internazionali anche da molti paesi africani.