I francesi del Crédit Agricole bocciano l'ipotesi di aggregazione fra la partecipata milanese e Mps, allo studio dei ceo Giuseppe Castagna e Luigi Lovaglio per contrastare l'opas di Intesa Sanpaolo.

E in Piazza Meda prendono atto della contrarietà del principale azionista (29,3%) archiviando la proposta di fusione avanzata a Siena e stoppando i dialoghi in corso con Rocca Salimbeni.Venerdì 31 luglio nella conference call con gli analisti finanziari sulla semestrale la banque verte ha rivendicato un ruolo centrale nel consolidamento bancario italiano, il board del Banco ha emesso una nota facendo sapere di «aver deliberato all'unanimità di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione con Mps, dandone contestuale comunicazione al gruppo senese».

Il motivo? «Ad oggi non si sono verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti», hanno aggiunto da Piazza Meda, specificando che il gruppo «rimane focalizzato sul piano strategico e sulla creazione di valore nel lungo termine per gli azionisti».Dal gruppo hanno fatto filtrare che la decisione del board non è conseguente alla presa di posizione del principale azionista e che il cda era già stato convocato con l'idea di deliberare l'archiviazione delle nozze con Mps.