Nella partita sulla possibile alleanza tra BancoBpm e Mps, arriva l’altolà di Crédit Agricole. Il gruppo francese non chiude formalmente la porta a eventuali progetti di aggregazione, ma fa capire che qualsiasi schema che coinvolga Piazza Meda dovrà passare dal primo azionista francese.

Il messaggio arriva dai vertici della Banque Verte nel giorno delle presentazione dei conti trimestrali, mentre sul mercato si susseguono i rumors - mai smentiti - dei dialoghi tra Siena e Milano sulla costruzione di una soluzione alternativa all’Opas da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo su Siena. «Come sempre, ci sono molti scenari sul tavolo ma, al momento, non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto» tra Mps e Banco Bpm, ha detto il ceo di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, nel corso della call con gli analisti. E, ha aggiunto, «non siamo stati contattati da altre parti in merito a un potenziale coinvolgimento in un progetto di questo tipo».

Gavalda è andato però anche oltre il merito industriale e finanziario di un’eventuale deal. «In questa fase, è molto difficile immaginare come una combinazione tra Mps e Bpm possa creare valore per gli azionisti» di Bpm, ha affermato. Il ceo ha poi spiegato di non essere «in grado di dire se questo progetto potrebbe creare valore per gli azionisti», proprio perché, allo stato, mancano elementi concreti da valutare.