<p>L’integrazione tra <strong>Banco Bpm</strong> e <strong>Mps</strong> in funzione anti-<strong>Intesa Sanpaolo</strong> è appesa a <strong>Crédit Agricole</strong>.

Secondo alcune fonti finanziarie interpellate da <em><strong>MF-Milano Finanza</strong></em>, Piazza Meda e Rocca Salimbeni potrebbero definire il <a href="https://www.milanofinanza.it/news/banco-bpm-mps-la-fusione-e-in-bilico-intesa-sanpaolo-puo-bruciare-sul-tempo-le-due-banche-nella-corsa-202607201843082543"><strong>progetto di fusione</strong> entro il 6 agosto, quando il cda di Mps esaminerà la semestrale</a>. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Il tassello decisivo sarà la posizione della banca francese, primo azionista di <strong>Bpm</strong> con il 29,3%.

La fusione dovrà essere approvata dalle <strong>assemblee straordinarie</strong> delle due banche: se si ripetesse l’affluenza di aprile, pari al 74,5%, per varare l’operazione servirebbe il 49,6% del capitale sociale.

E, supponendo che Agricole partecipi con tutta la quota dotata di diritto di voto, una posizione contraria o anche l’astensione farebbe saltare il matrimonio. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>I ceo <strong>Giuseppe Castagna</strong> e <strong>Luigi Lovaglio</strong> dovranno quindi costruire un’operazione capace di convincere l’Agricole e allo stesso tempo di soddisfare gli azionisti delle due banche.