<p>Il mercato e i grandi azionisti hanno iniziato a fare i primi conti sulla possibile <a href="https://www.milanofinanza.it/news/mps-banco-bpm-ecco-i-piani-di-lovaglio-e-castagna-per-evitare-l-opas-di-intesa-sanpaolo-202607242029054158">contromossa di <strong>Luigi Lovaglio</strong> e <strong>Giuseppe Castagna</strong></a> nel braccio di ferro con <strong>Intesa Sanpaolo</strong> per il controllo di <strong>Montepaschi</strong>.

Sul tavolo dei due ceo prende corpo un'ipotesi che consentirebbe di rafforzare la credibilità di un'alternativa all'offerta di Ca’ de Sass e, al tempo stesso, di riequilibrare i rapporti di forza tra Siena e <strong>Banco Bpm</strong>. <span contenteditable="”false”"> </span> </p> <p> </p> <p>Oggi <strong>Mps</strong> vale in borsa circa 35,3 miliardi di euro, oltre 11 miliardi più di <strong>Banco Bpm</strong>.

Un divario destinato a pesare sul concambio.

La distribuzione di una parte del capitale in eccesso consentirebbe di ridurre la capitalizzazione di Siena e avvicinare i valori delle due banche prima della fusione.<span contenteditable="”false”"> </span> </p> <h2>La stima dell'excess capital e il concambio teorico</h2> <p>Per stimare l'excess capital si assume un <strong>Cet1 target del 13%</strong>, livello comunemente utilizzato dal mercato.