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Daniela Polizzi e Andrea Rinaldi

Il merger of equals, già proposto il 6 giugno da Banco Bpm al Monte, potrebbe quindi essere la via privilegiata, anche se con un arrotondamento per cassa. Ipotesi extra cedola o valorizzazione di Generali

Il tempo scorre e il Monte si esercita sulla presa di Banco Bpm per battere l’Opas da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo. Le carte verranno scoperte nelle prossime settimane, forse dopo i cda che approveranno i conti dei due istituti: Piazza Meda il 5 agosto e Mps il giorno seguente. Nella consapevolezza che per convocare consigli straordinari bastano 24 ore a Siena e 12 a Milano.

Dividendo straordinarioAl momento l’opzione che starebbe prendendo quota è una fusione tra uguali con la definizione dei concambi, ma — è questa la novità emersa ieri — con l’aggiunta anche di un premio cash per gli azionisti di Siena, visto che Mps in Borsa vale oltre 35 miliardi mentre il Banco poco sotto i 24. Al momento non è chiaro quale forma prenderà questo premio: se quella di un’aggiunta in contanti al concambio o quella di un super dividendo post fusione. Un’ipotesi potrebbe essere usare l’eccesso di capitale di Mps (il suo Cet1 è di 15,9%) per distribuire una cedola straordinaria ai propri azionisti prima di avviare la fusione. Oppure liberare nuova liquidità trasferendo il 13,3% di Generali sotto Bpm Vita che già possiede il Danish Compromise.