Giuseppe Castagna, Amministratore delegato di Bpm, e Luigi Lovaglio, Ad di MpsMilano, 27 luglio 2026 – Nel grande teatro del risiko bancario italiano, il colpo di scena va in onda rigorosamente a telecamere spente, ribaltando come un guanto le certezze del mercato. Mentre tutti i radar di Piazza Affari erano sintonizzati sull’attesa di un’offerta di Banco Bpm su Montepaschi per rispondere al fuoco dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo, la realtà tessuta nei salotti buoni della finanza viaggia in direzione ostinata e contraria: la contromossa è reale, ma è Siena a muovere su Milano. È questa la “terza via”, lo scenario inedito e attualmente ritenuto più convincente dai registi della partita: gli ad di Mps, Luigi Lovaglio, e di Banco Bpm, Giuseppe Castagna.
I due banchieri, supportati da settimane di contatti sotterranei condotti nel riserbo più assoluto anche tramite intermediari, stanno cercando la quadra per una vera e propria fusione alla pari. Un’operazione gestita nel riserbo più assoluto, al punto da far mormorare i consiglieri di minoranza senesi, lamentatisi di un deficit di informazione, ma che potrebbe subire un’accelerazione repentina. L’obiettivo sul tavolo è la convocazione dei rispettivi cda straordinari già entro questa settimana, bruciando sul tempo le sedute ordinarie del 5 e 6 agosto, già in calendario per l’approvazione di conti semestrali che si preannunciano eccellenti per entrambi gli istituti.








