Il gruppo Astm, colosso italiano delle reti autostradali e delle infrastrutture della famiglia Gavio, archivia il primo semestre del 2026 con un volume d’affari pari a 2,27 miliardi di euro, in aumento del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato a cui hanno contribuito in particolare i ricavi del settore autostradale in Italia e Brasile, quelli del settore Epc (ingegneria, approvvigionamento e costruzione) e del settore tecnologico. L’utile netto è sui 97 milioni di euro, sostanzialmente stabile. Sale l’Ebitda del 2%, a 965,3 milioni. L’indebitamento finanziario è di 9,9 miliardi, in crescita dai 9,1 miliardi di fine 2025, e «riflette l’andamento operativo del gruppo in una fase di costante sviluppo e ammodernamento delle proprie infrastrutture in Italia, Brasile e Stati Uniti», si legge in una nota. Asti-Cuneo pienamente operativa Gli investimenti sono pari a 623 milioni. Confermato il piano di sviluppo e ammodernamento della rete infrastrutturale, oggi estesa per oltre 6.200 km tra Italia e Brasile. Ecco, nel nostro Paese, tra l’altro, gli investimenti sulla rete ammontano a 262,8 milioni. I primi sei mesi dell’anno vedono volumi di traffico in Italia accresciuti di 2,5 punti percentuali (+3,3% per i veicoli leggeri e +4,1% per i veicoli pesanti). Quelli «della controllata autostrada Asti-Cuneo beneficiano dell’apertura dell’ultimo lotto tra gli svincoli di Alba Ovest e Cherasco, rendendo così l’intera tratta autostradale pienamente percorribile – continua la nota –. Analogamente, sulla tratta gestita da Autovia Padana si riflette il completamento del raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari e il suo pedaggiamento con il sistema Free Flow dal primo marzo 2026».