di
Francesco Bertolino
Il gruppo torna a crescere e a generare cassa, confermate le previsioni di bilancio per il 2026. L’impatto dei dazi statunitensi stimato fra 1 e1,2 miliardi
Stellantis torna a crescere. Il gruppo nato dalla fusione fra Fiat Chrysler e Peugeot ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 13% a 43,5 miliardi di euro, portando il totale dall’inizio dell’anno a 81,6 miliardi (+10%). Merito soprattutto alla crescita del Nord America (+32% fra aprile e giugno), il mercato più importante per il costruttore dal punto di vista delle vendite e dei profitti. Il giro d’affari in Sud America è salito del 6% su base annua, mentre l’Europa non ha registrato variazioni e le regioni Medio Oriente e Africa e Asia-Pacifico sono state in leggero calo.
I numeriL’utile netto trimestrale è poi migliorato a 300 milioni, mentre l’utile operativo rettificato si è attestato a 800 milioni e il flusso di cassa industriale è stato di un miliardo. «Abbiamo migliorato le prestazioni di tutti i nostri principali indicatori finanziari - ha rivendicato il ceo di Stellantis, Antonio Filosa - con il piano strategico FaSTLAne 2030 in piena fase di attuazione e gli entusiasmanti lanci di prodotti previsti per quest’anno che procedono secondo i piani, restiamo fiduciosi sulla guidance finanziaria per il 2026».












