L’Ucraina ha iniziato a colpire i centri logistici di Wildberries, il principale colosso dell’e-commerce russo, considerato un nodo fondamentale per l’approvvigionamento di equipaggiamenti destinati alle forze armate di Mosca. Ma la dimensione militare non è l’unica che conta
Gli attacchi ucraini contro i grandi centri logistici della piattaforma di e-commerce Wildberries aprono un nuovo capitolo della guerra tra Kyiv e Mosca. Dopo aver colpito per anni raffinerie, depositi di carburante, aeroporti e infrastrutture militari, l’Ucraina ha ora esteso la propria campagna di attacchi in profondità al territorio russo prendendo di mira quella che viene spesso definita “l’Amazon russa”. Una scelta che potrebbe apparire insolita, ma che risponde a una precisa logica militare. Nell’ultima settimana almeno una dozzina di magazzini afferenti alla compagnia sono stati colpiti da droni ucraini, dopo il primo attacco presso l’hub logistico dell’azienda sito nei pressi di Mosca (che ha prodotto una colonna di fumo visibile persino dai satelliti). I centri di distribuzione sono stati colpiti a San Pietroburgo, Tver, Simferopol, Krasnodar, Tambov e Voronezh.
Secondo Mosca si tratta di attacchi contro infrastrutture civili. Tuttavia, gli analisti sostengono che Wildberries sia ormai diventata un elemento essenziale della catena logistica che sostiene lo sforzo bellico russo. Le carenze del sistema di approvvigionamento militare ufficiale hanno infatti spinto numerosi reparti dell’esercito a ricorrere agli acquisti online e alle raccolte fondi organizzate da volontari per procurarsi equipaggiamenti e componenti destinati al fronte.














