L’Ucraina intensifica la sua strategia di logoramento economico portando la guerra nel cuore produttivo della Russia. Una massiccia ondata di attacchi notturni con droni ha colpito la regione di Ryazan, prendendo di mira infrastrutture energetiche e nodi logistici vitali. Tra gli obiettivi principali figurano una delle più grandi raffinerie di petrolio del Paese e un mega hub di Wildberries, il colosso dell’e-commerce noto come l’“Amazon russa”.

Il raid ucraino Il governatore della regione Pavel Malkov ha confermato che i raid hanno innescato violenti incendi in diversi complessi industriali, provocando il ferimento di 6 persone. Le verifiche condotte dall'agenzia di stampa indipendente russa Astra hanno confermato che il rogo ha sventrato il centro di smistamento di Wildberries nel distretto industriale di Ryazansky, nei pressi del villaggio di Tyushevo. L'azienda ha ammesso l'evacuazione d'emergenza del personale e il blocco delle attività. Parallelamente, i canali di monitoraggio ucraini hanno segnalato un grave incendio presso la vicina raffineria Rosneft, impianto strategico già paralizzato da Kiev lo scorso maggio.Wildberries, il maxi hub L'operazione si inserisce in un piano di Kiev volto a disarticolare la rete logistica russa. Wildberries non è un bersaglio casuale: con 20 milioni di ordini giornalieri, insieme al concorrente Ozon, il gigante digitale genera l’8,5% del Pil russo e impiega il 5% della forza lavoro nazionale. Secondo l’intelligence ucraina, questi hub civili nascondono una doppia funzione strategica: verrebbero utilizzati dal Cremlino per stoccare e movimentare componenti elettroniche avanzate, sistemi di navigazione e microchip protetti da sanzioni occidentali, poi reindirizzati verso le fabbriche di droni e armamenti di Mosca. La campagna contro Wildberries ha già toccato livelli critici nelle scorse settimane, con attacchi mirati registrati a Tambov, Krasnodar, Nevinnomyssk, San Pietroburgo e persino a Ekaterinburg, a oltre 1.700 chilometri dal confine ucraino.Perdite economiche e proteste Le conseguenze economiche per il tessuto commerciale russo sono notevoli. Secondo le stime dell'analista Sergei Semko di Data Insight, citate da Forbes, il valore delle merci incenerite nei soli depositi di Mosca e Tambov oscilla tra i 170 e i 230 miliardi di rubli (circa 1,7-2,3 miliardi di euro). Il disastro logistico sta alimentando forti tensioni interne. Pochi giorni prima degli attacchi, Wildberries aveva modificato unilateralmente i contratti commerciali, riducendo drasticamente le tutele per i partner. Di fronte ai magazzini distrutti, la società ha erogato rimborsi irrisori (compresi tra il 10% e il 40% del valore reale della merce), scatenando ondate di fallimenti tra le piccole imprese e proteste da parte dei rivenditori russi.