I droni ucraini sono tornati a colpire con forza le infrastrutture logistiche di Wildberries, il più grande colosso del commercio elettronico e della distribuzione in Russia. Gli attacchi condotti nelle regioni di Krasnodar e Stavropol, che hanno colpito in particolare gli snodi di Nevinnomyssk e la città di Armavir, dove è stato incendiato anche un deposito petrolifero, hanno provocato l'evacuazione del personale e il ferimento di almeno quindici persone.
Si tratta della seconda massiccia incursione in soli quattro giorni contro la rete dell'azienda, dopo i raid di sabato nei centri di Tambov ed Elektrostal che avevano causato otto morti e oltre sessanta feriti. La fondatrice del gruppo, Tatyana Kim, ha condannato gli attacchi definendoli un'aggressione ingiustificata contro lavoratori civili, ma l'escalation di Kiev risponderebbe, apparentemente, a una precisa ed elaborata strategia di guerra asimmetrica.Le ragioni di Kiev: colpire il canale "dual-use" e paralizzare il fronte La decisione di Kiev di prendere di mira i centri di distribuzione di una piattaforma di e-commerce civile risiede nella trasformazione di Wildberries in un vero e proprio arterioso snodo logistico militare. Come spiegato da Serhii Kuzan, presidente del Centro di Sicurezza e Cooperazione Ucraino, il sito è diventato il principale canale utilizzato da volontari, intermediari e reparti russi per reperire equipaggiamenti tattici e beni a duplice uso (dual-use).Attraverso la rete di distribuzione del colosso commerciale viaggiano quotidianamente microelettronica critica, moduli di navigazione satellitare, visori notturni e componentistica fondamentale per l'assemblaggio dei droni da ricognizione e d'attacco delle forze di Mosca, spesso importati eludendo le sanzioni internazionali. Distruggere i magazzini di stoccaggio e i nodi di smistamento permette a Kiev di interrompere queste catene informali di approvvigionamento prima che il materiale raggiunga la prima linea.Allo stesso tempo, il blocco delle consegne e la distruzione degli hub generano un profondo danno collaterale all'economia di consumo russa, producendo un potente impatto psicologico che porta la percezione della guerra direttamente nelle case della popolazione civile.La logistica civile come bersaglio: il confronto con la dottrina dei Pasdaran contro Amazon La strategia ucraina contro Wildberries offre un suggestivo e stringente parallelo con le dottrine di guerra asimmetrica e ibrida sviluppate dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nei confronti dei colossi logistici occidentali come Amazon. Nella visione dei Pasdaran, le grandi piattaforme di e-commerce e le reti globali di distribuzione civile non sono mai considerate semplici attori commerciali neutrali, bensì l'infrastruttura critica e la spina dorsale dell'economia di guerra del blocco avversario.Nelle proprie simulazioni operative e azioni di disturbo Teheran ha identificato in Amazon un bersaglio primario: una rete capace di mobilitare risorse, tecnologie a doppio uso e catene di fornitura per l'apparato industriale e militare della NATO e dei suoi alleati. Analogamente a come i Pasdaran concettualizzano il colpir la logistica di Amazon per paralizzare la capacità di risposta economica e tecnologica dell'Occidente, Kiev individua in Wildberries l'equivalente sistemico russo.In entrambi i contesti emerge la drammatica convergenza della guerra totale contemporanea: la demarcazione tra target militare tradizionale e infrastruttura commerciale civile si annulla, trasformando i giganti delle consegne online nei veri centri di gravità del potenziale bellico moderno.










