Pubblicato il: 31/07/2026 – 17:06

di Nunzia Paese

Ogni volta che migliaia di persone tentano di attraversare un confine europeo, il dibattito pubblico torna sempre allo stesso punto: più muri, più respingimenti, più chiusure. È accaduto anche in queste ore dopo quanto successo a Ceuta. Da una parte il governo spagnolo parla di un attacco organizzato dai trafficanti di esseri umani; dall’altra numerosi governi europei invocano un irrigidimento delle frontiere. Dall’Italia sono arrivate dichiarazioni che hanno persino aperto un incidente diplomatico con Madrid, con la richiesta di sospendere la Spagna dall’area Schengen. Ma la domanda che continua a mancare è un’altra: davvero si pensa che il fenomeno migratorio possa essere fermato semplicemente chiudendo un confine? Le grandi migrazioni hanno accompagnato tutta la storia dell’umanità. Sono cambiate le rotte, i mezzi e le cause, ma non è mai esistita un’epoca nella quale gli uomini abbiano smesso di spostarsi per cercare sicurezza, lavoro o condizioni di vita migliori. Pensare che basti innalzare una barriera per interrompere un fenomeno che nasce da guerre, fame, crisi climatiche, squilibri economici e demografici significa affrontare gli effetti senza intervenire sulle cause. Il dibattito politico europeo continua a concentrarsi quasi esclusivamente sulla gestione dell’emergenza. Pochissimo si parla di ciò che genera quei flussi.