Milano, 31 luglio 2026 – Non c’è stato, non c’è e mai ci sarà un giocatore più amato dai tifosi rossoneri di Franco Baresi. Può sembrare un’esagerazione, ma chiedete di fare un solo nome a chiunque abbia mai messo piede almeno una volta in Curva Sud nell’ultimo trentennio del secolo appena passato e, sicuro, tutti risponderanno Franco Baresi.

Roberto Bertoglio, storico capo della Fossa dei Leoni, è stato a lungo un punto di riferimento per tutti i seguaci più caldi del Diavolo. I “migliori anni della sua vita” li ha passati lassù, al secondo anello blu, a palpitare per le gesta della squadra guidata sul rettangolo di gioco da Franco Baresi. Nella buona e nella cattiva sorte. Nei tempi cupi della Serie B e nei momenti scintillanti dell’epopea berlusconiana. Sempre con lo stesso spirito. Il Kaiser in campo, le ragazze e i ragazzi della Sud sugli spalti, a San Siro e in trasferta.

Roberto, cosa ha rappresentato Franco Baresi per i tifosi del Milan?

"Era noi in campo. Quello che noi vivevamo in Curva Sud lui lo portava sul terreno di gioco. Era la nostra rabbia, il nostro amore, la nostra voglia, la nostra fede. Ci ha rappresentato nella nostra identità e ha rappresentato il milanismo”.

Quanto ha contato la sua scelta di rimanere al Milan anche nei primi difficilissimi anni ‘80, con la doppia retrocessione in B?