Cibo è il nostro inserto mensile che racconta il mondo attraverso ciò che mangiamo. Esce l'ultimo sabato di ogni mese sulla app di Domani e in edicola. In ogni numero svisceriamo un tema diverso con articoli, approfondimenti e commenti: questo mese parliamo dei mutamenti prodotti dalle nostre vacanze, a partire dai gusti che si ibridano. Qui troverete man mano tutti gli altri articoli di questo numero. In questa pagina, invece, tutti gli altri articoli di Cibo, che è anche una newsletter gratuita. Ci si iscrive a questo link.

«I turisti italiani che vengono in Cina rimangono stupiti dall’offerta culinaria». Quanto ci dice Jun, proprietario di Sinosteria, un ristorante nella zona sud di Roma, vale anche per altre realtà. L’aspettativa dei viaggiatori che visitano mete asiatiche, che siano Cina, Giappone o Thailandia, si basa su un paradigma errato. Credono di mangiare gli stessi piatti che gustano nel loro paese, quando invece la realtà è più articolata.

«Pensano di arrivare e mangiare involtini primavera e invece scoprono un mondo nuovo». Per questo Jun non si scompone quando gli chiediamo se il cibo cinese che viene offerto qui da noi sia davvero conforme alla tradizione. Semplicemente, perché non può esserlo. «Il rispetto della ricetta originaria non è così importante. Ci deve essere l’idea, un equilibrio che rimandi al piatto. Replicarlo in modo perfetto è impossibile».