Sono sei i messaggi-chiave che Sergio Mattarella ha inviato ieri al sistema politico-istituzionale.
Il primo, non partecipare per calcoli di piccolo cabotaggio a quella narrazione anti-europea che rende ancora più fragili e in pericolo gli Stati membri, Italia in primis.
Il secondo, non trascurare lo stato di sofferenza del Paese, che rischia di essere esasperato da un Governo e da un Parlamento che si chiudono nella discussione autoreferenziale di una legge elettorale tra l’altro priva al momento di un reale strumento di scelta dei parlamentari.
Terzo, non inseguire la cronaca per esasperare gli animi, mettendo in discussione lo stato di diritto, come avvenuto nel dibattito del caso-Roggero.
Messaggio numero quattro, non commettere il fatale errore di fischiettare davanti ad azioni violente come quelle in Val di Susa con l’illusione di strizzare l’occhio a nuove generazioni di elettori, pena il deprezzamento stesso della Costituzione.












