Dal richiamo ad abbassare i toni all'allarme per l'astensionismo, fino all'appello sull'Europa, alla condanna della violenza e al nuovo intervento sullo stallo della Commissione di Vigilanza Rai: i passaggi chiave del discorso del Presidente Dal richiamo ad abbassare i toni all'allarme per l'astensionismo, fino all'appello sull'Europa, alla condanna della violenza e al nuovo intervento sullo stallo della Commissione di Vigilanza Rai: i passaggi chiave del discorso del Presidente “Mi auguro che le tensioni elettorali - ancora, per la verità, piuttosto intempestive - non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni". Sergio Mattarella sceglie la tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale per rivolgere un richiamo alla politica italiana, inserito in un discorso che affronta anche guerra, Unione europea, il tema dei migranti, della violenza, dell’informazione e del servizio pubblico radiotelevisivo. "Naturalmente mi auguro costantemente che" la vita politica interna del nostro Paese "si svolga nel reciproco rispetto, senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente". Il richiamo è alla responsabilità, con una specifica. Il Capo dello Stato premette infatti che il suo ruolo impone "il dovere di assicurare al Quirinale imparzialità ed estraneità alla dialettica, alla legittima dialettica, tra le parti politiche". Nel passaggio dedicato alla politica interna, Mattarella richiama poi l'attenzione sull'astensionismo: "Non nascondo, doverosamente, la preoccupazione - tante volte manifestata - per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto. Fenomeno che, affrontando il tema elettorale, dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto".Lo scenario internazionaleGran parte dell'intervento è poi dedicata allo scenario internazionale. Mattarella - nel giorno di ripresa delle aperte ostilità tra Usa e Iran - cui ora prende parte anche l’Arabia Saudita - parla di una comunità internazionale "attraversata da incertezze imprevedibili fino a pochi anni addietro" e di "uno scenario crescente di conflitti che infiamma un arco di crisi che dal Mediterraneo coinvolge il Golfo, si affaccia sull'Oceano Indiano, vede la guerra nel cuore dell'Europa". Da qui il rilancio del ruolo dell'Unione europea, definita "la più vasta area di pace e sviluppo comune", e l'invito a farsi promotrice della riforma del sistema multilaterale. Il Presidente critica duramente anche la scelta di non proseguire il percorso di revisione dei Trattati: "L'abbandono dell'ipotesi di una nuova Convenzione Europea per porre mano alla riforma dei Trattati è stato un grave errore". E aggiunge che "un'efficace difesa comune europea non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace".Violenza e migrantiSul fronte interno, Mattarella torna anche sui recenti episodi di violenza. Il riferimento esplicito è a quanto accaduto in Val di Susa: “inammissibile”. “Sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi". Quindi il monito più netto dell'intero discorso: "La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica". Poco prima aveva avvertito anche che "se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l'abdicazione dello Stato". E mette in guardia anche da "una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui", che alimenta "un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza".Nel passaggio dedicato alle migrazioni, il Presidente richiama le parole di Papa Leone XIV e afferma di condividere "la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell'emergenza - del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio - e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno". Subito dopo aggiunge: "È comprensibile e opportuno dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all'estero non per scelta ma per necessità".Capitolo informazione L'ultima parte del discorso è dedicata all'informazione. Mattarella torna - come più volte in passato - sullo stallo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, osservando che "è auspicabile che, nell'attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi". Difende quindi la libertà di stampa: "Quando questo compito viene impedito od ostacolato, non si tratta di aggressioni a singoli professionisti bensì di un vulnus recato a tutti noi perché la libertà è un bene indivisibile". E definisce "difficilmente comprensibile" il ritardo nel recepimento del regolamento europeo sulla libertà dei media, ricordando infine che "anche da un'informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l'esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà. È un compito e una responsabilità per gli operatori dell'informazione".Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp