di
Monica Guerzoni
Il Presidente ha chiesto alle forze politiche di moderare i toni: le urne sono ancora lontane, troppa tensione rischia di distogliere dai problemi reali. E invita partiti e leader a ritrovare il «reciproco rispetto».
Per giorni, dal Colle più alto, Sergio Mattarella ha seguito con preoccupazione crescente le polemiche innescate dai casi di cronaca. Ha ascoltato a distanza gli acuti dello scontro tra le forze politiche ed è probabile che abbia strabuzzato gli occhi davanti ai video realizzati con l’AI, in cui un Vannacci abbigliato da imperatore romano condanna a morte Schlein, Conte, Prodi, Boldrini e, in una sorta di secondo atto, consegna a Mattarella la domanda di grazia per il gioielliere Roggero.
Mattarella ha visto, ha ascoltato, ha taciuto. E solo ieri, a freddo, com’è nel suo stile da oltre undici anni, ha chiesto alle forze politiche di moderare i toni e placare i bollenti spiriti elettorali. Le urne sono ancora lontane, la tensione «intempestiva» che arroventa l’aria rischia di distogliere dai problemi reali ed è ora che partiti e leader rinuncino alle inopportune aggressività verbali e ritrovino il «reciproco rispetto». Qualcuno potrebbe interpretare il messaggio in bottiglia come un freno, rispetto all’eventualità che Giorgia Meloni decidesse di correre al voto anticipato.











