Ambiente 31 luglio 2026 Il nostro Paese ha un mese per preparare il piano di attuazione delle nuove norme europee sull’ambiente, ma le fonti di finanziamento non sono chiare Ansa L’ondata di caldo che ha attraversato l’Italia nelle ultime settimane ha riportato nel dibattito la questione del cambiamento climatico e la necessità di introdurre nuove misure per contrastarlo. Sul tema del cambiamento climatico, e più in generale sul tema della tutela dell’ambiente, il nostro Paese sta lavorando in questi mesi alla preparazione di un nuovo piano per attuare la cosiddetta “legge sul ripristino della Natura” europea, ossia il regolamento europeo entrato in vigore ad agosto 2024 che ha un obiettivo ambizioso: mettere in atto entro il 2030 misure di ripristino della natura su almeno il 20 per cento delle zone terrestri e il 20 per cento delle zone marine dell’intera UE, ed entro il 2050 su tutti gli ecosistemi che lo necessitino.
Il provvedimento, che si chiama Nature Restoration Regulation, è un regolamento europeo e le sue misure devono essere applicate dagli Stati membri da subito. Innanzitutto, ogni Stato è chiamato a presentare un piano nazionale in cui dettagliare le modalità con cui intende raggiungere gli obiettivi del regolamento. La scadenza non è lontana: entro il 1° settembre bisognerà inviare la prima bozza alla Commissione europea. L’Italia, che sulla legge europea ha espresso diversi dubbi, sta elaborando il suo documento, i cui tratti sono però ancora da definire.Il regolamento europeo La misura sul “ripristino della natura” punta innanzitutto a recuperare zone terrestri e marine degradate dell’Unione europea degli habitat affinché «ricomincino a fornire i servizi ecosistemici da cui dipende il nostro benessere», come la prevenzione dei disastri naturali, la purificazione dell’aria, l’abbassamento delle temperature, la sicurezza alimentare, la mitigazione del cambiamento climatico.






