Se si uniscono lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l’inquinamento e diverse specie aliene invasive si ottiene un quadro preoccupante del continente europeo: oltre l'80% degli habitat protetti versa in pessime condizioni. È l’allarme lanciato dall’european Environment agency con il report “L’ambiente in Europa 2025” – arrivato alla settima edizione – che ogni cinque anni analizza lo stato ambientale e climatico dei paesi dell’Unione, specialmente con il tempo che corre e il 2030 che si avvicina. Italia bocciata soprattutto sulla gestione dei rifiuti e per le perdite economiche legate agli eventi atmosferici estremi, che non accennano a diminuire. «La finestra per un'azione significativa si sta restringendo e le conseguenze del ritardo stanno diventando più tangibili», ha affermato la direttrice esecutiva dell’Eea Leena Yla-Mononen.

Perdite economiche e 21mila morti «Siccità, inondazioni, frane, ondate di calore e incendi boschivi hanno colpito l'Italia» con cause diverse: «perdite di proprietà, danni alle colture e perdite di resa, danni alle infrastrutture, carenza idrica e, in particolare, vittime». Lo riporta l’analisi dell’Eea. In trentatré anni, dal 1990 al 2023, l’Italia ha perso 1,2 miliardi di euro per far fronte ai danni degli effetti climatici estremi. Siamo anche lo Stato europeo con il maggior numero di morti, insieme a Francia e Germania: ci sarebbero 21.822 persone in più se il nostro paese non fosse costantemente coinvolto in alluvioni ed eventi estremi. Considerando un lasso temporale di 30 anni le vittime e i miliardi spesi possono sembrare pochi, ma preoccupa la velocità con cui questi fenomeni stanno diventando la quotidianità: nel 2017 i valori sono raddoppiati rispetto al 2016. Nel 2023 i valori erano 5 volte superiori al 2016, raggiungendo i valori più alti della serie. Secondo il Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente, l’alluvione del 2023 in Emilia-Romagna ha causato 17 vittime e 8,5 miliardi di euro di danni.