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Ultimo aggiornamento: 14:55
Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici è stato approvato nel 2023, dopo un lungo iter (e quattro governi), eppure nell’ultima Legge di Bilancio non è stato neppure considerato, né in termini di strategie di prevenzione, né di stanziamenti necessari ad attuarlo. E mentre il consumo di suolo nell’ultimo anno ha interessato in media circa 20 ettari al giorno, secondo i dati di Ispra, in Italia non solo non c’è una legge ad hoc, che si attende da anni, ma neppure se ne parla più. Nel frattempo, però, i problemi restano. E il Paese si ritrova nella Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, con una situazione in parte sotto controllo, soprattutto al Nord, solo grazie alle piogge primaverili e con diverse aree in piena emergenza. Non si tratta di un problema che interessa solo l’Italia. Come ricorda il Wwf “a maggio di quest’anno oltre il 40% dell’Europa risultava colpita da qualche forma di siccità, incluse regioni insospettabili che si pensava fossero immuni”. D’altronde, proprio in queste ore, il segretario generale dll’Onu, António Guterres ha lanciato un allarme mondiale, anche economico: “L’umanità sta degradando la terra a un ritmo allarmante, che costa all’economia globale quasi 880 miliardi di dollari ogni anno, molto più degli investimenti necessari per affrontare il problema”.








