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Ultimo aggiornamento: 7:11
di Matteo Pagliuso
Siccità, frane, aumento delle temperature: le conseguenze del cambiamento climatico sono già una realtà in Italia, lo dimostrano i 376 eventi recensiti nel 2025 dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente. Di fronte a questa realtà, l’agricoltura moderna dovrà adattarsi a queste nuove sfide cambiando i suoi metodi.
Per anni, il modello dominante nell’agricoltura fu rappresentato da aziende che coltivano grandissime aree intensivamente con la monocultura (cultura di una specie su grandi aree). La poca diversità di piante che di conseguenza si trovano su queste aree permette agli insetti nocivi di proliferare nei frutteti e nelle altre colture provocando anche una perdita di biodiversità. La proliferazione di questi nocivi in questo modello si combatte spesso con pesticidi nocivi sia per noi che per la biodiversità. Per mantenere un suolo fertile, necessario per produrre grandi quantità di cibo, si usano concimi chimici che arricchiscono, in breve termine, molto il suolo, ma provocano a lungo termine il suo inquinamento. I problemi derivanti da questo metodo di coltura sono l’erosione e l’impoverimento nel suolo e la perdita di biodiversità.







