Matera, in consiglio comunale passano gli equilibri di bilancio, resta la Spada di Damocle dei 2,5 milioni. Il sindaco si sfoga. In aula denuncia: «Diversi anni di ritardi nei rapporti con l’Agenzia del Demanio».

Con 17 voti favorevoli e 12 contrari gli equilibri di bilancio sono stati approvati ieri, nel corso di una seduta che ha avuto come Spada di Damocle i debiti fuori bilancio che hanno portato a un vero e proprio caso politico. Già affrontati nel corso dell’intervista che il sindaco ha rilasciato al Quotidiano , i problemi legati soprattutto al caso più eclatante hanno tenuto banco anche ieri in parte della seduta: il debito è quello che risale al 2005 pari a 2,5 milioni a cui se ne sono aggiunti 2,2 di interessi. Di chi la colpa? Chi nel tempo ha nascosto quello che con gli anni è diventato un peso ormai insostenibile? È la domanda circolata in più interventi ieri, insieme alla necessità di riformare gli uffici comunali. A parlarne è stato proprio il sindaco Nicoletti che ha preso la parola in apertura di seduta.

MATERA APPROVATI GLI EQUILIBRI DI BILANCIO: L’INTERVENTO DEL SINDACO NICOLETTI SUL DEBITO CON L’AGENZIA DEL DEMANIO

Nel suo intervento ha detto tra l’altro: «Il documento – ha spiegato con riferimento al debito da 2,5 milioni – era nato con degli obiettivi che nel corso delle ultime settimane si è modificato per l’emersione di un’emergenza che riguarda il rischio contenzioso per l’amministrazione comunale; e oggi il commento sarebbe stato diverso se avessimo approvato risorse per rinnovare il manto stradale della vie della città o migliorare i servizi, garantire la quota affitti, di interventi sugli impianti sportivi. Ci avevamo cominciato a lavorare anche su una consistente quota di avanzo di amministrazione proveniente dalla precedente amministrazione ma tutto è venuto meno. Un dato è giunto evidente e drammatico – ha sottolineato Nicoletti – è quello di diversi anni di ritardi nei rapporti con l’Agenzia del Demanio verso cui la città ha maturato un debito che nel tempo si è incrementato anche in termini di interessi».