Quasi due italiani su tre sono certi di avere consumi di acqua “ragionevoli”. E uno su tre li sottostima rispetto a quelli reali. Tutte sorprendenti informazioni rivelate da una ricerca della Scuola Sant’Anna di Pisa, che fotografa bene la distanza tra i gesti quotidiani e la crisi climatica che intanto lascia a secco terreni e riscalda quartieri. Il Gruppo Cap, che gestisce la rete idrica milanese (ed è già uno dei nostri Green Heroes) propone di trasformare le città stesse in spugne capaci di assorbire l’acqua. Il modello prende corpo con 90 interventi già realizzati in 32 Comuni, grazie a 50 milioni del Pnrr. A Bollate le auto parcheggiano su stalli drenanti che filtrano l’acqua nel terreno. Ad Arluno una vasca raccoglie la pioggia in eccesso prima che allaghi la piazza. A Opera aree di ritenzione trattengono l’acqua tra un acquazzone e l’altro. A Legnano e Cinisello Balsamo piante e radici rilasciano nell’aria l’acqua assorbita tramite evapotraspirazione, come fa un bosco dopo la pioggia. Raffreddando l’aria e abbassando la temperatura di un quartiere fino a 2 gradi. Un modello che si replica goccia dopo goccia in tutta l’area metropolitana: la prova che la natura, se le si dà spazio, sa fare meglio del cemento.