Ogni anno 3,4 miliardi di metri cubi d’acqua si perdono lungo le tubature, per un costo di oltre 9 miliardi di euro. Il report “C’era una volta l’acqua” fotografa le criticità del sistema idrico nazionale, con laghi e fiumi sempre più esposti alla siccità. Bonelli (Avs) a Fanpage.it: “Dal governo impostazione ideologica sulla crisi climatica”.

L'Italia perde quasi metà della sua acqua potabile prima ancora che arrivi ai rubinetti, mentre il territorio nazionale è sempre più colpito dalla siccità. È la fotografia restituita dal dossier "C'era una volta l'acqua", presentato da Alleanza Verdi e Sinistra, che raccoglie dati di Istat, Ocse, Copernicus e altri enti scientifici per delineare lo stato della risorsa idrica nel Paese. Il rapporto mette in evidenza due criticità strettamente legate tra loro: da un lato una rete di distribuzione caratterizzata da rilevanti inefficienze, dall'altro una siccità sempre più diffusa lungo tutta la penisola.

Un quadro che, come spiega a Fanpage.it il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs, Angelo Bonelli, dimostra come "la crisi climatica da emergenza sia diventata una realtà strutturale, ma in questi anni la premier Meloni non ne ha mai parlato, come se le causasse allergia". Per il deputato di Avs, l'immagine che emerge dal report evidenzia la necessità di "costruire un piano di adattamento a lungo termine per le nostre città, capace di contrastare i cambiamenti climatici, a partire dalla riduzione della dispersione idrica, dalla limitazione del consumo di suolo fino alla definizione di una nuova politica energetica". La rete idrica fa acqua da tutte le parti: oltre 9 miliardi di perdite l'anno Il dato più significativo che emerge dal dossier – presentato martedì 28 luglio a Perugia, lungo le sponde del Tevere – riguarda proprio la rete di distribuzione. A fotografarne le criticità è l'Istituto nazionale di statistica che, nel rapporto "Le statistiche dell'Istat sull'acqua", stima al 42,4% la quota di acqua dispersa lungo le reti pubbliche. In termini assoluti, significa che ogni anno 3,4 miliardi di metri cubi non arrivano ai rubinetti delle case italiane, ma vengono persi durante il percorso. Un volume che, come sottolinea l'istituto, sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico di 43,4 milioni di persone per un intero anno, pari a circa il 75% della popolazione italiana. Secondo le stime riportate nel dossier, questa inefficienza genera un danno economico superiore ai 9 miliardi di euro all'anno.