Ogni anno in Italia si disperdono lungo la rete idrica 3,4 miliardi di metri cubi d'acqua, pari al 42,4% del totale immesso negli acquedotti. Una quantità enorme, sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico di circa 43 milioni di persone, che si traduce anche in un danno economico stimato in oltre 9 miliardi di euro all'anno.

È il quadro tracciato dal dossier "C'era una volta l'acqua - La crisi climatica ci ruba l'acqua e il futuro", presentato a Perugia da Alleanza Verdi e Sinistra e realizzato sulla base di dati provenienti da Istat, Ispra, Autorità di bacino e Anbi.

Il rapporto fotografa una situazione che, anziché migliorare, continua a peggiorare. Le perdite della rete idrica nazionale sono infatti salite dal 42,2% registrato nel 2020 al 42,4% del 2022, ultimo dato disponibile. Dietro questi numeri, secondo gli autori del dossier, c'è soprattutto la vetustà delle infrastrutture, con acquedotti in molti casi obsoleti e bisognosi di interventi di manutenzione e ammodernamento.

«Ci troviamo di fronte a un'emergenza che non è più episodica, ma sta diventando strutturale e permanente», ha affermato Angelo Bonelli, leader di Europa Verde, durante la presentazione del documento. «Ogni anno gli istituti di ricerca ci dicono che le temperature aumentano e gli effetti della crisi climatica diventano sempre più evidenti. Nel frattempo continuiamo a perdere 3,4 miliardi di metri cubi d'acqua a causa della vecchiaia delle condotte. È una quantità che potrebbe dare da bere a 43 milioni di persone e che provoca un danno economico di circa 9 miliardi di euro ogni anno».